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Rimettere insieme i pezzi

(di Giancarlo Polenghi)

Il primo romanzo di Riccardo Bigi (L’altra metà della Medaglia, ed. LEF) è una boccata d’aria. Ambientato nella Firenze di oggi, quasi come in un “giallo”, fa incursione nel passato della città, mettendo a fuoco una storia minore ma certamente dotata della grandezza dell’umanità e della carità cristiana. La protagonista, Giovanna, è una giovane studentessa universitaria di scienze sociali, una ragazza come tante, sensibile e indifesa, che per soffrire meno si rende sempre più cinica e distaccata. Il suo incontro prima con Alessandro, coetaneo, ex scout e volontario della Misericordia,  e dopo con Clelia, un’anziana frequentatrice della mensa dei poveri della Caritas in piazza Santissima Annunziata, è l’inizio di una grande avventura del quotidiano. La storia, raccontata in prima persona con l’alternanza della voce dei tre personaggi principali, tocca tanti temi di attualità: le nuove povertà e la solitudine degli anziani, il lavoro che per i giovani non c’è, la fragilità e la frammentazione, il disincanto. Chi ama e conosce Firenze si trova a casa tra le pagine del libro, come sospese tra la contemporanea fiumana di turisti e il fascino antico di istituzioni come lo Spedale degli Innocenti o la Misericordia. Il passato e il presente si incontrano e si parlano nell’oggi. Gli ingredienti del romanzo fanno sì che una sua catalogazione sia impossibile. C’è il lato sentimentale, quello della “ricerca storica”, relativa appunto all’altra metà della medaglia, la ricostruzione di luoghi e modi di essere di oggi e di ieri, le questioni più profonde sui significati del vivere, del bene e del male, della felicità. Il libro si legge con facilità, d’un fiato ed a tratti commuove. Una volta finito, lascia nel lettore una piacevole sensazione di apertura. Questa è, a mio avviso, la principale qualità del romanzo e il motivo per cui vale la pena di leggerlo.

Riccardo Bigi. L’altra metà della Medaglia.

Libreria editrice Fiorentina. 224 pagine. 12 euro.

Gli affetti. Dare senso ai legami familiari e sociali

(di Giancarlo Polenghi)

Il libro di Raffaella Iafrate e di Anna Bertoni è una piccola perla nel panorama delle pubblicazioni a sostegno della famiglia e della sua riflessività di fronte alle sfide odierne. Il saggio nasce da un’attività di ricerca e di docenza più che decennale all’interno dell’Università Cattolica di Milano. Le cattedre di psicologia e di sociologia, facendo proprio un approccio teorico originale e fecondo che ha origine nel pensiero del sociologo Pierpaolo Donati, hanno sviluppato corsi di enrichment familiari, ossia di promozione e potenziamento delle famiglie in chiave sia di prevenzione che di sviluppo e il volume nasce proprio da questi corsi.

L’idea di base è che la famiglia, seppure oggi in particolare difficoltà, come ben sappiamo sia dagli studi che dalle esperienze personali, abbia in realtà al proprio interno le risorse per rinnovarsi e per uscire rafforzata dalle prove che deve affrontare. Ciò che serve principalmente è una riflessività di coppia e di famiglia che può essere stimolata nel dialogo con altre famiglie, una riflessività che tematizzi sia le nuove condizioni nelle quali si vive, sia il percorso di vita tipico di una famiglia, con le sfide specifiche di ciascuna fase.

Il volume si articola in tre capitoli. Nel primo si prendono in esame le parole chiave dell’educazione degli affetti (emozione e affetto, norma e responsabilità, fiducia e speranza, gli spazi e i tempi, le relazioni generative e quelle degenerative), nel secondo le parole chiave in azione nelle relazioni (quelle della coppia e quelle dell’educazione, sia a livello generatoriale che fraterno), per concludere, nel terzo capitolo, si presentano le medotologie per educare all’affettività. Un libro sugli affetti familiari potrebbe sembrare marginale rispetto alle sfide odierne, ma in realtà dietro la parola affetti si coglie il nocciolo delle relazioni famigliari con tutta la loro potenza generativa ma anche potenzialmente distruttiva. Gli affetti familiari sono la base dell’identità personale, la forza e la debolezza insieme dei singoli e dei gruppi come tali. Una maggiore competenza sulle relazioni permette di individuare strategie che promuovano la creazioni di beni relazionali e minimizzino quella dei mali relazionali.

La lettura è utile sia per coloro che hanno già partecipato ai corsi di enrichment familiare promossi dall’Università Cattolica del Sacro Cuore, che per coloro che vogliano saperne di più in vista di una eventuale partecipazione o anche per meglio conoscere l’approccio originale messo a punto da questa scuola di pensiero (Pierpaolo Donati, Giovanna Rossi, Eugenia Scabini, Raffaella Iafrate).

Raffaella Iafrate, Anna Bertoni.

Gli affetti. Dare senso ai legami familiari e sociali

Editrice La Scuola, 2010. 160 pag.  9 Euro.