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Rivoluzione sessuale: la faticosa ricerca di un nuovo “modello” relazionale

Riprendiamo dalla rivista Anthropotes 2018/XXXIV/1-2 un articolo del sociologo Pierpaolo Donati. Restiamo a disposizione per l’immediata rimozione se la sua presenza sul nostro sito non fosse gradita a qualcuno degli aventi diritto.

L’armonia che nasce dai contrari

(di Giancarlo Polenghi)

Il saggio di Jacqueline Morineau, “La mediazione umanistica” (Erikson 2018) è un libro semplice, chiaro e potente. Frutto di oltre trent’anni di mediazione in ogni ambito, dal penale al civile, al familiare, il volume spiega che cosa è la mediazione umanistica e come funziona. Leggerlo dopo aver partecipato a 2 giorni di seminario con la stessa Morineau, che di questo metodo è l’ideatrice, è una condizione felice.

Il libro assomiglia alla sua autrice: una donna minuta, con lo sguardo vivo e una grande capacità di ascolto. Una personalità forte e armonica, riflessiva, tutt’altro che cerebrale, accogliente, immediata, gentile. Si vede subito che ciò che è scritto nel libro e insegna nei seminari, è ciò che vive. Il suo approccio alla mediazione punta a stimolare un nuovo sguardo sull’avvenire, ad aprire una porta sul futuro. Per fare questo offre spazio di ascolto al grido interiore che ogni conflitto porta con sé, il grido causato da ferite profonde. Questa fase della mediazione, che è la più lunga in termini di tempo, è denominata crisis e segue l’introduzione in cui i due medianti (ossia le parti in conflitto) illustrano il loro problema. Per aiutare i medianti a togliersi la maschera, ossia a dire la loro verità per intero, i mediatori (che agiscono sempre in gruppo, da 2 a 5) svolgono la funzione di specchio. Dicono quello che sentono, a livello emotivo, in modo graduale e accompagnando un percorso di approfondimento.  Per esempio a fronte di un racconto che parli di un conflitto estenuante si può dire: “Io sento: stanchezza”, e con questo piccolo aiuto esterno si può verificare se l’uno o l’altro, o entrambi, dicano di più e vadano più a fondo. I mediatori ascoltano, non giudicano, entrano in empatia con la sofferenza per permettere ad essa di uscire allo scoperto. L’ultima fase della mediazione consiste nel riconoscere un nuovo qui e ora che emerge dalla consapevolezza dei vissuti emersi. Se i medianti hanno davvero parlato e ascoltato può nascere un nuovo sguardo. Come la tragedia greca, la mediazione umanistica, si svolge in tre atti: introduzione, crisis, catarsi. Jacqueline Morineau sostiene che la mediazione umanistica è scavare dentro l’anima e che la cosa più importante in essa è il cammino che si può fare insieme. Infatti il cambiamento avviene sia tra i medianti che tra i mediatori, che imparano a conoscere meglio sé stessi. L’ambizione è saper entrare in contatto con il corpo, con l’anima e con lo spirito, in un viaggio di verità, bontà e bellezza. Una difficoltà per i mediatori è saper ascoltare in modo vero e profondo, senza giudicare e farsi condizionare dalle proprie categorie mentali e dal ragionamento. Gli studi pregressi in psicologia o sociologia o filosofia o legge possono essere un impedimento all’ascolto, e costituire una sorta di rumore assordante che impedisce di sentire. Jacqueline ha spesso fatto riferimento alla necessità di sentire con il cuore, tagliando la testa. Nella mediazione umanistica non c’è nulla da capire, ha detto, bisogna solo essere. In altre parole passare dalla rappresentazione alla relazione. Per questo essa non è una tecnica ma un cammino per un’umanizzazione reciproca.

Jacqueline Morineau. La mediazione umanistica.

Un altro sguardo sull’avvenire: dalla violenza alla pace.

Erikson Saggi Sociali, 2018

I paradossi dell’amore

Di Giancarlo Polenghi

Giulio Maspero è un teologo che ha dedicato i suoi studi alla Santissima Trinità, seguendo in particolare il pensiero di Gregorio di Nissa. Assieme ad altri studiosi ha dato vita ad un centro di ricerca sull’ontologia relazionale, ossia sullo studio della relazione come fenomeno all’origine della vita in Dio, negli uomini e nella società. In questi studi collabora, tra gli altri, con illustri sociologi (Pierpaolo Donati) e noti teologi (Pietro Coda e Pierangelo Sequeri).  È anche un fisico che prima di diventare sacerdote ha fatto ricerca e forse per questo, mettendo in atto una sorta di metodologia sperimentale, si sforza di “verificare sul campo” se le teorie teologiche in cui crede siano compatibili con la vita reale. Ecco perché alcuni anni fa ha cominciato a dedicarsi alla formazione di coppie di fidanzati e di giovani sposi, alla ricerca di forme comunicative efficaci e di “conferme sperimentali”. Così è nato il libro “I cinque paradossi dell’amore”, un percorso breve e molto denso in cui si presenta il matrimonio cristiano con le sue alte sfide nel segno della misericordia. Non è facile scrivere qualcosa di nuovo su questo tema, antico come il mondo, ma Maspero con la sua sintesi ed immediatezza ci riesce. La tesi è che per imparare ad amare bisogna comprendere e vivere qualcosa che è contro intuitivo, appunto un paradosso. Il primo dei cinque sostiene che l’amore vero è l’amore verso i nemici, perché, prima o poi, il coniuge si trasformerà nel nemico più potente, quello che ti fa male da dentro. Il secondo paradosso è che per sposarsi bisogna essere disponibili a rimanere celibi, in quanto il matrimonio “regge” se è per sempre, e questo sempre lo troviamo in Cristo e nella Trinità. Il terzo paradosso parla di saper essere prima di tutto “figli del Padre” e quindi “fratello e sorella” per poter diventare poi padri e madri. Il quarto paradosso afferma il dono di sé ossia che la sessualità nel matrimonio è essenziale ma non necessaria. L’ultimo paradosso, una sorta di super-paradosso che contiene anche gli altri, sostiene che per affermare la propria identità bisogna dare spazio all’alterità, o se si preferisce, che per vivere bisogna morire.

Il libro si presta anche come traccia per discussioni o attività partecipate che consentano di riflettere insieme e, in questo modo, di sapersi stupire nel cogliere la relazione tra la vita intima di Dio, la vita Trinitaria, e l’amore umano di cui essa è immagine. Non mancano citazioni bibliche e patristiche, e riferimenti alla famiglia come similitudine della relazione tra Cristo e la Chiesa. Un testo agile per chi ama andare rapidamente al cuore dei problemi.

Giulio Maspero, I cinque paradossi dell’amore.

Breve preparazione teologica al matrimonio attraverso la misericordia.

Edizioni Ares. Milano, 2018. 144 pagine

#Amore – un like per sempre

12° Calarossa Summer School

Calarossa Summer School

è un evento internazionale ed interdisciplinare giunto alla 12° edizione in cui studenti provenienti da vari paesi Europei si incontrano presso il Centro Internazionale Calarossa per discutere di temi di etica professionale nell’ambito dell’economia, della medicina, dei mass media. Le riunioni di lavoro saranno in lingua inglese.

Immersi nello scenario dell’insenatura di Calarossa, i partecipanti saranno coinvolti in gruppi di lavoro e discussione di case studies  ed in incontri con professionisti di livello.

Il programma prevede anche lo svolgimento di attività sportive e ricreative e due giorni di visita della parte orientale della Sicilia: la valle dei templi di Agrigento, Palermo, Monreale o Selinunte.

La Summer School inizierà il 25 Luglio alle ore 19:00.

La quota d’iscrizione, comprensiva di vitto, alloggio, materiali e programma turistico, è di 450 euro (stanza singola) o 400 euro (camera condivisa). Un numero limitato di borse di studio per la copertura del 50% della quota d’iscrizione è riservato a studenti internazionali meritevoli.

Sarà disponibile un servizio taxi di collegamento con l’aereoporto Internazionale di Palermo.

Per ulteriori informazioni od iscrizioni contattare Ruggero Cozzani al numero 0554633374 oppure scrivendo a direzione@accademiadeiponti.it

scarica il programma

Metamorfosi del rapporto uomo-donna

Per parlare di Antropologia si è tenuto a Prato il giorno 11 Aprile 2014

presso Villa del Palco  l’incontro con Franco Poterzio. medico-psichiatra già ricercatore e docente presso la Clinica Psichiatrica dell’Università di Milano

dal titolo

Metamorfosi del rapporto uomo-donna

Antropologia della differenza

presso Villa del Palco

 Via del Palco, 228 – Prato

(Ingresso lato parcheggio)

Mai come nell’epoca attuale l’idea di famiglia naturale, intesa come unione stabile e feconda tra un uomo ed una donna, è stata messa in discussione e persino osteggiata. Da molte parti viene considerata come una realtà “tradizionale” destinata all’estinzione per lasciare spazio a forme di convivenza più “naturali” che permetteranno agli esseri umani del futuro di sperimentare nuove e più radicali evoluzioni dell’idea di libertà. Ma è veramente così? Davvero il millenario “albero della vita” non ha più frutti da offrire perché secco alle sue radici? Quale, dunque, dovrebbe essere il nutrimento del genere umano nei secoli a venire?  Assieme al nostro ospite, medico-psichiatra, ricercatore dell’Università di Milano fino al 2007 con incarichi di docenza presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia e la Scuola di Specializzazione in Psichiatria della stessa Università, cercheremo di inquadrare meglio le fonti della “vitalità” della famiglia naturale e di riconoscere alcune delle principali patologie che possono metterne a rischio la sopravvivenza.

Corso di EDUCAZIONE ALLA CRITICA

Nei diversi ambienti nei quali si svolge la nostra esistenza e nell’ambito personale, siamo influenzati da considerazioni e comportamenti che premono per essere da noi rapidamente condivisi;

considerazioni e comportamenti che a volte ci sembrano molto condivisibili e che aumentano le loro capacità di influenza e persuasione nella misura in cui vengono sostenuti da quella stragrande maggioranza di persone che forma l’opinione pubblica.

Quale deve esere il nostro criterio di discernimento?

Quali conseguenze deriviamo dalle nostre scelte?

Sembra necessaria una nostra valutazione “critica” dove “critica” non sta per lamentela sterile o per contrapposizione velleitaria ed aprioristica, bensì per argomentazione ragionata alla luce di principi di ragione e di Fede, che evidenziano la coerenza dell’uomo e del cristiano.

 

E’ questa la ragione di questo breve corso di “educazione alla critica” svolto nelle seguenti quattro incontri:

1. mercoledì 5 Febbraio 2014

Logica umana e logica divina. Senso comune e senso soprannaturale

2. mercoledì 5 Marzo 2014

Educazione critica in ambito sociale e nell’ambiente di lavoro.

3. mercoledì 30 Aprile 2014

Educazione critica in famiglia e nell’educazione dei figli.

4. mercoledì 28 Maggio 2014

Educazione critica in ambito religioso.

 

Gli incontri si svolgeranno in Accademia dei Ponti dalle 19:30 alle 20:30

Viaggio al centro dell’essere umano

Un incontro a Prato per parlare di Antropologia:

“Naturalmente…, L’UOMO”

Viaggio al centro dell’essere umano

31 Gennaio 2014 – ore 19:00

presso Villa del Palco

 Via del Palco, 228 – Prato

Specialmente nell’epoca contemporanea, profondamente influenza dal relativismo e dal cosiddetto “pensiero debole”, il concetto di natura dell’essere umano, risulta essere quanto mai confuso e di difficile interpretazione. Esistono degli elementi distintivi dell’essere umano che qualitativamente lo differenziano da ogni altro essere vivente e che permangono nel tempo aldilà delle culture e delle epoche storiche? Oppure, al contrario, tutto quello che accade dentro e fuori di noi è solo il frutto di innumerevoli condizionamenti sociali e culturali? Esiste un nucleo centrale nell’essere umano che unisce tutti e che merita di essere difeso? La risposta a queste domande ha implicazioni particolarmente importanti in materia di etica, politica e teologia.

Cercheremo di dare risposte all’argomento con l’aiuto del relatore, laureato in filosofia e scienze della formazione, che ha conseguito il dottorato di ricerca in Bioetica presso Università Campus Bio-Medico di Roma dove svolge anche attività d’insegnamento e tutorato nelle materie di antropologia ed etica medica, oltre che autore di vari articoli su riviste di ambito filosofico e bioetico.

A fine incontro, per chi lo desidera, è prevista la cena a buffet  (contributo 15 euro).

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