Articoli

Studenti, sposi, professionisti. Quando la santità è «laica»

Verso la beatificazione di Guadalupe Ortiz de Landazuri. Ecco chi, come lei, ha testimoniato il Vangelo nella vita “normale” di tutti i giorni

il Papa ai giovani – nessun tabù sulla sessualità, è un dono di Dio

Una breve sintesi della Christus vivit, l’esortazione apostolica firmata da Papa Francesco dopo il Sinodo sui giovani.

I semi teologici di Papa Francesco

(di Giancarlo Polenghi)

Una collana di “instant book” per mettere a fuoco le parole chiave dell’insegnamento di papa Francesco

 

I semi teologici di papa Francesco è la collana che le edizioni San Paolo dedicano alle parole chiave del magistero che stiamo vivendo. Libri tascabili, dal formato ridotto, spesso con meno di 150 pagine, che si possono leggere in poche ore, ma che, sorprendentemente sono ricchissimi di spunti.

I curatori sono due noti teologi italiani, Maurizio Gronchi e Pierangelo Sequeri, il primo insegna Cristologia all’Urbaniana, il secondo è il preside dell’Istituto Giovanni Paolo II per la famiglia e membro della Commissione Teologica Internazionale. Le parole prese in esame, da altrettanti competenti autori, sono nell’ordine: carne, misericordia, riforma, discernimento, neopelagianesimo, neognosticismo, vulnerabilità, armonia, integrazione, reciprocità e popolo. La premessa è che il magistero di papa Francesco sta letteralmente gettando dei semi attraverso i quali si propone al lettore una visione organica e feconda per ri-considerare e ri-vivere l’intero messaggio cristiano. Ovviamente i semi, che sono ben radicati nella tradizione ecclesiale, gettano una nuova luce sul tutto, ri-proponendo in modo fresco la novità antica del Vangelo. A giudicare dai due titoli con i quali ho cominciato la lettura, La carne, di Giovanni Cesare Pagazzi, e La reciprocità, di Massimo Naro, si evince che gli autori presentano, attraverso la parola scelta, il succo dell’insegnamento del pontefice. Il risultato è un testo interpretativo denso e originale, ben scandito ed efficace. Ovviamente si tratta di libri di divulgazione, non di testi scientifici. Ciònonostante gli scritti costituiscono un reale aiuto alla comprensione della contemporaneità e al modo con cui papa Francesco interpreta il suo ruolo di pastore della Chiesa universale. Gli autori, tutti studiosi di primo piano, presentano papa Francesco con libertà facendo risuonare la sua voce attraverso la loro competenza di teologi che sugli stessi temi hanno spesso già pubblicato. Il volumetto sulla carne (e sulla corporeità) si apre notando che da essa apprendiamo il bisogno di altro (e quindi anche dell’altro), ovvero essa è un modo molto concreto ed efficace per uscire da sé stessi e da una sorta di disumana onnipotenza (quella di chi non ha bisogno di chiedere nulla, come il bimbo nel ventre della madre). La carne pertanto come primo paradossale passo per la trascendenza. Si presenta poi la carne del Figlio, soffermandosi sui gesti e sulle mani, sempre alla ricerca dell’altro. Bellissimo il terzo capitolo sulla carezza e il con-tatto (tatto, contatto e presa – toccatemi), in cui si illustra la forza relazionale del tatto che, unico tra i sensi, permette di sentire e di sentirsi, un senso che è sempre attivo a differenza della vista o dell’udito, e che ha un grande ruolo nell’atto della fede, come nell’esercizio della stessa. L’ultimo capitolo, la conclusione, è dedicato alla logica della carne, dell’incarnazione e della resurrezione dei corpi. Notevole anche il volumetto sulla reciprocità (di Massimo Naro), organizzato in cinque capitoli, partendo dalle espressioni più frequenti sulla relazione in papa Francesco si rivolge poi alla Sacra Scrittura per concludere con una visione teologica che a partire dalla Trinità tocca tutta la creazione, l’antropologia, la famiglia e la relazione uomo-donna, la natura della Chiesa, la necessità urgente di saper passare dall’incontro all’amicizia, dalla fraternità alla comunione.

I semi teologici di Francesco

collana di 11 volumetti, a cura di Maurizio Gronchi e Pierangelo Sequeri,

edizioni San Paolo 2018

Tommaso Moro. Nato per l’amicizia

Cabasilas e i figli di Dio

(di Giancarlo Polenghi)

Che cosa ha da dire, a noi, oggi, un mistico bizantino, laico, del XIV secolo? La distanza che ci separa, e le scarse informazioni sull’autore, sembrerebbero sufficienti per pensare che la lettura del libro più noto di Nicola Cabasilas (1319/23-1392) sia adatta solo agli specialisti, a coloro che si occupano per professione di teologia orientale. La mia curiosità verso questo autore nasce da un personalissimo percorso fatto di rimandi e citazioni. Cabasilas è senz’altro tra i mistici orientali più conosciuti e amati anche in occidente, al punto che anche i papi più recenti – da Paolo VI a Giovanni Paolo II – lo citano con una certa frequenza, soprattutto quando si voglia sottolineare la centralità di Cristo nella vita cristiana. Un santo occidentale che rimandava spesso a Cabasilas è San Josemaria Escrivà, e forse per questa ragione, il libro più famoso del mistico bizantino è stato oggetto di molte ristampe anche recenti da parte di case editrici iberiche. Chi segue poi il filone orientale, per esempio padre Marko Ivan Rupnik e il Centro Aletti, fanno abbondante riferimento a Cabasilas perché il pensiero di quest’ultimo è ovviamente in linea di continuità con tutta la tradizione bizantina.

Credo si possa dire che Cabasilas sia un autore orientale sempre più conosciuto e apprezzato anche in occidente per la forza, l’audacia e originalità del suo pensiero. In “La vita in Cristo” l’autore svela che cosa sia la vita cristiana innestata in Cristo attraverso i sacramenti (nella morte e resurrezione del battesimo) e spiega poi come questa vita, che è un dono, possa essere mantenuta e sviluppata. Fin qui nulla di nuovo. Ma quando Cabasilas si spinge a dire che i cristiani sono consanguinei con Cristo, che nelle loro vene scorre lo stesso sangue, come in fiale, dello stesso Salvatore, allora l’argomentazione diventa originale e sorprendente. La filiazione divina per Cabasilas va oltre quella dei figli adottivi perché pur essendo i cristiani diversi dal Figlio, l’unigeto del Padre, ciònondimeno, in Lui possiamo affermare di essere veri figli autentici, membra del suo corpo, appunto consanguinei. Nessuno, che io sappia, si è spinto così lontano nell’affermare la realtà della filiazione divina come sorgente e significato della vita cristiana. Che un cristiano debba essere centrato in Cristo pare essere un’ovvietà, eppure comprendere fino in fondo che ciò si può dare solo attraverso la grazia, i sacramenti, e in particolare l’Eucarestia, è cruciale. Soprattutto oggi che siamo immersi nel culto dell’ego e della ricerca del successo personale e dell’autorealizzazione come frutto dell’impegno individuale. Il punto di vista di Cabasilas aiuta a liberarsi dal volontarismo (che papa Francesco collega al Pelagianesimo) e dall’intelletualismo (presente nelle eterne eresie della gnosi), aiuta ad acquisire una visione soprannaturale profonda e teologica, stimola a pensare la vita cristiana in termini di relazione, genera speranza e ottimismo, insomma aiuta a pregare e a innalzare, con gratitudine, il cuore a Dio. Per chi voglia immergersi in questa lettura, oggi esiste anche una versione ebook dal prezzo contenuto.

Nicola Cabasilas.

La vita in Cristo

Utet, 1968 (prima edizione ebook 2013)

I paradossi dell’amore

Di Giancarlo Polenghi

Giulio Maspero è un teologo che ha dedicato i suoi studi alla Santissima Trinità, seguendo in particolare il pensiero di Gregorio di Nissa. Assieme ad altri studiosi ha dato vita ad un centro di ricerca sull’ontologia relazionale, ossia sullo studio della relazione come fenomeno all’origine della vita in Dio, negli uomini e nella società. In questi studi collabora, tra gli altri, con illustri sociologi (Pierpaolo Donati) e noti teologi (Pietro Coda e Pierangelo Sequeri).  È anche un fisico che prima di diventare sacerdote ha fatto ricerca e forse per questo, mettendo in atto una sorta di metodologia sperimentale, si sforza di “verificare sul campo” se le teorie teologiche in cui crede siano compatibili con la vita reale. Ecco perché alcuni anni fa ha cominciato a dedicarsi alla formazione di coppie di fidanzati e di giovani sposi, alla ricerca di forme comunicative efficaci e di “conferme sperimentali”. Così è nato il libro “I cinque paradossi dell’amore”, un percorso breve e molto denso in cui si presenta il matrimonio cristiano con le sue alte sfide nel segno della misericordia. Non è facile scrivere qualcosa di nuovo su questo tema, antico come il mondo, ma Maspero con la sua sintesi ed immediatezza ci riesce. La tesi è che per imparare ad amare bisogna comprendere e vivere qualcosa che è contro intuitivo, appunto un paradosso. Il primo dei cinque sostiene che l’amore vero è l’amore verso i nemici, perché, prima o poi, il coniuge si trasformerà nel nemico più potente, quello che ti fa male da dentro. Il secondo paradosso è che per sposarsi bisogna essere disponibili a rimanere celibi, in quanto il matrimonio “regge” se è per sempre, e questo sempre lo troviamo in Cristo e nella Trinità. Il terzo paradosso parla di saper essere prima di tutto “figli del Padre” e quindi “fratello e sorella” per poter diventare poi padri e madri. Il quarto paradosso afferma il dono di sé ossia che la sessualità nel matrimonio è essenziale ma non necessaria. L’ultimo paradosso, una sorta di super-paradosso che contiene anche gli altri, sostiene che per affermare la propria identità bisogna dare spazio all’alterità, o se si preferisce, che per vivere bisogna morire.

Il libro si presta anche come traccia per discussioni o attività partecipate che consentano di riflettere insieme e, in questo modo, di sapersi stupire nel cogliere la relazione tra la vita intima di Dio, la vita Trinitaria, e l’amore umano di cui essa è immagine. Non mancano citazioni bibliche e patristiche, e riferimenti alla famiglia come similitudine della relazione tra Cristo e la Chiesa. Un testo agile per chi ama andare rapidamente al cuore dei problemi.

Giulio Maspero, I cinque paradossi dell’amore.

Breve preparazione teologica al matrimonio attraverso la misericordia.

Edizioni Ares. Milano, 2018. 144 pagine

“La santità della porta accanto”. Incontro per cooperatori dell’Opus Dei. Lucca, 2 Giugno 2018

Le virtù del buon vivere cristiano

L’Accademia dei Ponti presenta un ciclo di quattro incontri su

Le virtù del buon vivere cristiano.

Le lezioni di teologia sono a cura del Prof. Don Paolo Benini.

Gli incontri si terranno presso l’Accademia dei Ponti in Via Trieste 25 dalle 19.00 alle 20.30.

Calendario degli incontri:

3 Febbraio 2012

I. Un ponte tra cielo e terra: la Religione

2 Marzo 2012

II. La porta del Cielo: la Fede

27 Aprile 2012

III. La certezza della vittoria: la Speranza

24 Maggio 2012

IV. Quel che occorre per essere felici: la Carità

“La santificazione della vita laicale”. Incontro con Louis Clavell.

Nell’ambito di Tesori della Letteratura Cristiana, 2° ciclo 2010-2011 la vita dell’anima e la formazione del carattere si terrà l’incontro:

La santificazione della vita laicale”

Letture dagli scritti di S. Josemaria Escriva de Balaguer

Presentazione di mons. Lluis Clavell

presso il Convento di S.Marco

Sala Chiostrini

Via della Dogana 3r, Firenze

Giovedì 12 Maggio 2011

ore 17.30

 

Scarica la locandina: tesori_della_letteratura_cristiana_2011