Articoli

Persona vs Individuo

(di Giancarlo Polenghi)

Il libro è l’ultimo di una serie di undici volumi che illustrano aspetti chiave del magistero di papa Francesco. Rupnik, noto come artista oltre che come teologo, offre in questo testo una visione sintetica dei nodi che la contemporaneità pone di fronte a noi: la frammentazione e l’individualismo, e propone per scioglierli di ritornare alle origini, ossia di fare propria la lezione dei padri della Chiesa nei primi secoli cristiani, dando spazio allo Spirito Santo e alla relazione filiale con Dio.

Di grande importanza la sua distinzione tra individuo (l’io visto in sé stesso), e la persona (l’io in relazione), che si definisce a partire dall’Altro, come fa Gesù che parla e agisce per mostrare il Padre. “Chi vede me, vede il Padre”, “io sono in voi, e voi siete in me”, dice il Signore. La relazione, a partire dalla Trinità, ci permette di capire chi siano e dove andiamo. È il dinamismo dello Spirito che ci trasforma. La relazione personale ha una dimensione verticale e orizzontale insieme, perché la comunione con Cristo e quella con la Chiesa, con i fratelli, è la stessa cosa (o se preferite sono le due facce della stessa medaglia). Per entrare in questa relazione multistrato –come la definisce Rupnik -, in cui le persone sono una nell’altra (e non contrapposte), c’è bisogno della grazia, ossia di accedere alla vita di Cristo. Ciò che serve è l’accoglienza della grazia, molto più e prima della lotta ascetica individuale, perché la prima ci fa pensare e agire con Dio, la seconda rischia di diventare l’ennesima e pericolosa forma di efficientismo individualista – che ci isola dagli altri -, con le sue derive naturalistiche: il volontarismo (pelagianesimo) e l’intellettualismo (gnosi). Per spiegare il passaggio da individuo a persona l’autore commenta in dettaglio la storia di Abramo, dalla chiamata a uscire dalla sua terra fino alla richiesta del sacrificio di Isacco.

La premessa all’origine del libro è che siamo – come più volte ha affermato papa Francesco – di fronte a un cambiamento d’epoca. Secondo Rupnik è finito il tempo di “pensiero critico” che ha caratterizzato i diversi secoli antecedenti a noi e perciò quello che sembrava utile per annunciare la fede prima, ora non serve più. Siamo di fronte ad un nuovo tempo “organico” (diverso da quello critico), in cui la vita vissuta e la comunione sono l’unica possibile strada, proprio come era accaduto nei primi secoli. La fine di quest’epoca postmoderna è infatti contrassegnata da un estremo individualismo, da una frammentazione diffusa che colpisce anche le comunità cristiane pervase da una mentalità mondana, divisiva, di contrapposizione, a cui sfugge la logica del Padre e la sua misericordia.

I tre capitoli finali, dedicati allo Spirito, alla vita spirituale, e alla vita in Cristo, mettono in luce il ruolo chiave dei sacramenti e della liturgia. Soprattutto in chiave pasquale, di morte in Cristo e di resurrezione.

Questo libro è frutto della riflessione vitale e dell’esperienza dell’autore, oltre che dei suoi studi, come si può facilmente evincere conoscendo l’attività del Centro Aletti (che si autodefinisce “vita e lavoro come Comunione”) e dalla visione di molti interventi e conferenze rintracciabili online (tra i molti, l’intervista di Monica Mondo su Tv2000 nel programma Soul e l’intervento sull’evangelizzazione presso i cappuccini italiani).

Marko Ivan Rupnik. Secondo lo Spirito.

La teologia spirituale in cammino con la Chiesa di papa Francesco.

Libreria Editrice Vaticana, 2017, 192 pagine

Risurrezione. Istruzioni per l’uso.

Fabrice Hadjadj ha il dono di saper scrivere con arguzia e profondità. La sua prosa è capace di far ridere o almeno sorridere, anche mentre tocca argomenti legati all’essenza stessa del cristianesimo. Nel volume “Risurrezione, istruzioni per l’uso” ciascuno dei dodici capitoli (più un’introduzione e un epilogo), sono introdotti da un brano evangelico sempre relativo alla risurrezione a cui segue un commento che mette in luce il miracolo che “non sospendendo il corso ordinario delle cose, lo fa per riaprire i nostri occhi chiusi dalla routine e svelare il dono nascosto dietro il tran tran abituale.”

L’autore dopo aver sperimentato in prima persona che cosa significa guardare e ascoltare la vita come manifestazione della presenza del Padre – e del Risorto –, si diverte a stimolare il lettore a fare altrettanto. Mentre oggi leggevo il suo libro, in una sala di aspetto di un ospedale, avevo un perenne sorriso stampato in volto. Il suo argomentare, le sue osservazioni, ricche di paradossi, e di battute, sono intuizioni che gettano una luce nuova e antica sulle pagine finali dei quattro vangeli. Il commento è molto libero e aperto e rimbalza dal testo scritturistico alla banalità del quotidiano, dai problemi del nostro vivere postmoderno, transumano e iper-tecnologico, alle questioni più delicate ed eterne.

Quest’estate, ho passato un paio di giorni con Fabrice e Siffreine, e i loro 8 figli, e stare con loro per una breve vacanza è stato interessante, perché ho potuto costatare come nel ritmo famigliare – alquanto complicato, non c’è che dire – nascono i libri di spiritualità di questo originale autore. Moises, l’ultimo nato degli Hadjadj poco prima di Pasqua, è oggetto delle premure del padre, del seno e delle cure della madre, e dell’attenzione di tutti i fratellini. Il più piccolo è al centro, e sembra che tutta la famiglia sappia vedere nel neonato qualcosa di più di un semplice neonato. L’allegra baraonda di una famiglia decisamente speciale, un po’ come quella dei “pazzerelli di Dio”, ha una forza magnetica, la stessa che si ritrova nelle pagine del libro. Il tutto potrebbe riassumersi nella bellezza e durezza del reale. C’è da farsi del male, ma si vive davvero e non ci si può mai annoiare.

Il suo intento nel libro è di mostrare “la gloria che sposa il quotidiano” e in questo senso si può dire che la sua è una spiritualità materializzata, che cerca Dio tra le pentole, come faceva santa Teresa d’Avila o san Josemaria Escrivà. In questo senso Fabrice scrive di fede e di risurrezione perché è ciò che cerca e vive (o almeno si sforza di vivere) in una quotidiana battaglia di sopravvivenza.

La sua riflessione è molto umana e coglie per questo il divino dell’umano. La prossimità e il riconoscere Dio nell’altro, senza dimenticare la digestione, l’ordine della casa, il denaro come eterna tentazione di virtualità – opposta alla realtà -, solo per elencare alcuni dei temi. Un libro che si legge di fiato. Denso, stimolante, profondo e leggero. Molto francese, e molto coerente. Come l’autore, o meglio gli autori.

Fabrice Hadjadj.

Risurrezione. Istruzioni per l’uso.

Edizioni Ares 2017, 176 pagine, 15 euro

Aelredo di Riveaulx. L’amicizia spirituale.

Aelredo di Riveaulx. L’amicizia spirituale.

Città Nuova 2015

(di Giancarlo Polenghi)

Che senso ha consigliare un libro sull’amicizia scritto quasi mille anni fa da un monaco relativamente sconosciuto? Per chiunque sappia quanto le relazioni interpersonali siano una parte principalissima della qualità della vita, il libro costituisce una lettura importante. Per chi poi, oltre ad apprezzare l’arte dell’amicizia, sia anche cristiano e voglia pertanto vivere questa dimensione relazionale alla luce dell’esempio di Gesù Cristo, il piccolo libro di Aelredo diventa un must. Il monaco, che ha un’ottima conoscenza del pensiero dei classici sull’argomento (certamente Cicerone, probabilmente in modo diretto o indiretto anche Aristotele), prima di entrare in convento ha passato molto tempo a corte, svolgendo incarichi importanti. Il testo che ha la struttura dei dialoghi tra un maestro (Aelredo) e un suo amico-studente, dimostra una grande conoscenza dell’animo umano e del dono prezioso dell’amicizia, la cui forma più alta è proprio l’amicizia spirituale, quella che è fondata su un comune sentire e in cui Dio stesso è parte della relazione. Per chi conoscesse il pensiero del sociologo Pierpaolo Donati, o dei teologi Pietro Coda e Giulio Maspero, troverebbe delle assonanze. Il piccolo e prezioso libro è un dono sia per l’analisi teorica del tema che per gli spunti pratici, che con equilibrio e saggezza, incoraggiano a saper coltivare l’amicizia come una medicina dell’anima. Oltre alle versioni stampate di Città Nuova e Paoline, per chi lo voglia, si trova on line una versione gratuita in pdf.

Le fondamenta della vita cristiana

Gennaio – Marzo 2011

5 seminari di questioni di teologia morale fondamentale.

Luogo: Accademia dei Ponti,

 

28 gennaio, 19.00 – 20.30

La vita cristiana, cammino di libertà

11 febbraio, 19.00 – 20.30

Il fondamento e lo scopo della vita cristiana

25 febbraio, 19.00 – 20.30

L’agire umano e l’imputabilità morale: intelligenza, volontà, affettività.

11 marzo, 19.00 – 20.30

La legge e la coscienza

25 marzo, 19.00 – 20.30

Le virtù e il loro sviluppo nella vita del cristiano