1-3 Maggio 2020. Corso di ritiro in streaming

ISCRIZIONI TERMINATE IN DATA 27/04/2020

 

La condizione contingente ha stimolato tutti a trovare soluzioni alternative agli incontri abituali di formazione e di preghiera.

In quest’ottica ci accingiamo a proporre alcuni giorni di ritiro spirituale di più giorni confidando sul fatto che non ci sono situazioni nelle quali un figlio di Dio non possa elevare il proprio cuore e la mente a Dio, sia quando si trova in mezzo al traffico che in cima ad una montagna in perfetta solitudine e silenzio.

Di seguito il programma della giornate. Si invita ad assistere alla S. Messa celebrata da papa Francesco alle 7.00 oppure in un altro momento della giornata tra le tante che vengono trasmesse. Il rosario si potrà recitarlo in qualche altro momento della giornata, magari insieme alla  famiglia. La visita al S. Sacramento, se possibile, andando a visitare la chiesa più vicina, altrimenti rivolgendo lo sguardo al tabernacolo eucaristico più vicino.

Per prenotarti occorre mandare un messaggio email all’indirizzo direzione(at)accademiadeiponti.it entro il 27 aprile.

 

Questo è il link da utilizzare per il collegamento: https://wp.me/p9Jgxc-1em

 

PROGRAMMA: 
Venerdì 1 maggio:
9.00 conversazione introduttiva
9.30 I meditazione
11.00 conversazione
12.30 II meditazione
15.30 esame di coscienza
17.00 III meditazione
19.00 IV meditazione

 

Sabato 2 maggio
9.00 conversazione introduttiva
9.30 I meditazione
11.00 conversazione
12.30 II meditazione
15.30 esame di coscienza
17.00 III meditazione
19.00 IV meditazione

 

Domenica 3 maggio
10.00 I meditazione
11.00 esame di coscienza
12.00 conversazione
12.30 termine del ritiro
La partecipazione al corso di ritiro è gratuita.
A chi può, proponiamo di offrire un contributo economico per sostenere la gestione della case di ritiro (Urio, Castellania, ecc.), ormai chiuse da due mesi e ancora per vario tempo, le quali subiranno un deficit economico sostanzioso in questo 2020. 
Per farlo è possibile effettuare un bonifico a:
INN- FORMAZIONE SRL SB
BANCA POPOLARE DI SONDRIO
IBAN IT59C0569610900000008885X88
BIC POSOIT22

Triduo in preparazione alla Solennità dell’Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria

La fedeltà è creativa

(di Giancarlo Polenghi)

Un economista sui generis, si interroga sul futuro delle organizzazione che lui definisce “a movente ideale” (OMI), ossia realtà e comunità che sono nate dalla visione di uno o più fondatori e che hanno di fronte a sé la sfida di proseguire la loro missione in un mondo che cambia sempre più rapidamente. Luigino Bruni è un economista (insegna alla LUMSA e all’Istituto Sophia), ha una profonda conoscenza della sacra scrittura e un’esperienza diretta di ciò che significhi essere parte di una comunità carismatica, quella dei Focolarini, che vive un importante momento di transizione, dall’epoca della fondazione alla stagione della continuità. Le sue teorie sono centrate sul terzo settore e sul no profit ma, come lui stesso afferma, in una certa misura, esse sono valide per ogni tipo di organizzazione.

A ben pensare il tema della fedeltà al carisma nelle mutevoli situazioni storiche è cruciale per la vita e il pensiero della Chiesa, dalle origini ai giorni nostri.

Bruni affronta con originalità questo tema sempre attuale in tre volumetti dal titolo: la distruzione creatrice, Elogio dell’auto-sovversione e Il capitale narrativo (edizioni Città Nuova). I libri nascono da articoli pubblicati in precedenza sul quotidiano Avvenire.

Come si evince dai titoli, la raccomandazione dell’autore, è quella di affrontare il tema della fedeltà in chiave dinamica e intelligente, facendo attenzione a quelle trappole inconsapevoli che possono bloccare la vita delle organizzazioni. Ciò che colpisce nella lettura è l’integrazione tra una forma mentis economica, che conosce i principi di ciclo di vita dei prodotti e le dinamiche dei mercati, con quella scritturistica, specialmente del Vangelo e della vita dei Profeti. Le immagini e le metafore che Bruni utilizza più spesso sono però mutuate dall’agricoltura e dalla biologia, quasi che da esse si possa percepire meglio una dimensione più profonda, ontologica. A lui interessa la vita delle organizzazioni a movente ideale e, in particolare, la vita di coloro che ne fanno parte. Persone con grande idealità, capaci di darsi con generosità, ma che, proprio per il loro modo di essere, hanno bisogno di essere riflessive e di misurarsi costantemente con la realtà che hanno di fronte. Bruni mette in guardia dal pericolo dell’ideologia, ossia da una traduzione chiusa dell’ideale, troppo rigida e non dinamica. Citando Edgar Morin, afferma: “Ciò che non si rigenera, degenara” e ricorda che la nostalgia del passato è sempre infeconda. Importante il concetto di capitale narrativo, che, per definizione deve essere plurale e deve rinnovarsi nel tempo mentre affonda le sue radici nell’origine. Ciò che tiene in vita le organizzazioni a movente ideale è la gratuità, possibile solo in un clima di libertà, e la libertà più importante è la libertà di desiderare. Ma bisogna desiderare insieme agli altri, e se l’oggetto del desiderio è definito e limitato dai vertici, ciò provoca la morte del desiderio. Il paradosso, per chi ha responsabilità di governo delle organizzazioni, è che per stimolare e promuovere bisogna non controllare del tutto, perché il controllo uccide il desiderio. Le relazioni umane all’interno di questo tipo di realtà sono cruciali perché bisogna trovare equilibrio tra struttura-organizzazione e spontaneità. Quando la struttura prende il sopravvento le relazioni diventano più formali e drammaticamente meno generative. L’incontro umano pieno e franco diventa allora come l’aria da respirare perché genera fraternità e comunità. Quando i rapporti diventano formali invece ci si immunizza gli uni verso gli altri provocando una paralisi evolutiva. I responsabili appaiono sempre più lontani dalla base e anche orizzontalmente le relazioni diventano false. Secondo l’autore questo è un problema frequente anche delle organizzazioni a fine di lucro, le multinazionali che tendono a controllare globalmente la vita dei loro dirigenti rendendoli progressivamente inefficaci.

Bruni crede che i creativi, che lui assimila alle figure dei profeti, sono ciò che serve per far fiorire il carisma. Creativi che comunque sono condannati a soffrire e a essere incompresi perché questo è comunque il loro destino. Un destino che trova la sua logica nella morte e resurrezione (in Cristo), che è poi la narrazione e la realtà che più radicalmente illumina e rigenera la vita.

Luigino Bruni

Il Capitale Narrativo. Le parole che faranno il domani nelle organizzazioni e nelle comunità.

Città Nuova, 2018