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Francia, morto Vincent Lambert Houellebecq: «Lo Stato è riuscito a ucciderlo, costava troppo»

Michel Houellebecq attacca il governo francese, e in particolare la ministra della Sanità Agnès Buzyn, per come è stato gestito il caso del 42enne ex infermiere morto il 11 luglio 2019 all’ospedale di Reims dopo essere rimasto tetraplegico e in stato vegetativo per quasi 11 anni.

Il fascino senza tempo della retorica

(di Giancarlo polenghi)

A tutti piacerebbe essere convincenti. Saper ottenere dagli altri quello che desideriamo, semplicemente dicendoglielo. Avere il potere di essere creduti, ancor più, di essere ritenuti saggi e giusti, capaci di infiammare gli animi o di tranquillizzarli, a seconda dei casi. Saper ispirare il prossimo, magari cominciando dai nostri cari, per passare poi ai colleghi e al mondo intero.

Come si fa a convincere gli altri?

Su questo tema, da sempre, si sono versati fiumi di inchiostro. Aristotele e Cicerone, per citare due famosi autori del passato, ma anche più recentemente gli studi della psicologia, della sociologia, della psicolinguistica, la disciplina della pragmatica, e della programmazione neurolinguistica (di gran moda tra i venditori), si sono occupati proprio di questo.

Il libro di cui ora consigliamo la lettura (Alberto Gil, L’arte di convincere, Edusc 2016) ha un’impostazione classica, lineare e ordinata, che non si limita a riproporre la dottrina degli antichi perché la sviluppa e l’approfondisce alla luce degli studi moderni soprattutto basati sul personalismo cristiano e sull’etica. L’idea di fondo è che la retorica, quella vera, è un’arte al servizio dell’uomo e della verità, molto diversa – antitetica – rispetto alla manipolazione che è in realtà una corruzione della retorica o un’antiretorica. Ciò che il testo offre è una potente sintesi, accessibile anche ai non specialisti, e dotata di una profondità rara in questo tipo di pubblicazioni. L’autore, che ha una formazione germanica come si evince dalla bibliografia (tra i più citati ci sono Romano Guardini e Joseph Piper), è abituato a insegnare la retorica, con retorica, ossia dimostrando il suo metodo mentre ne fa uso. Per Gil la retorica potrebbe essere rapprentata da un triangolo, ai cui vertici abbiamo il Logos (capacità argomentativa), il Pathos (la capacità di farsi ascoltare e di andare al cuore) e l’Ethos (la credibilità e l’autorevolezza che muove gli ascoltatori). Fin qui nulla di nuovo, ma all’interno del triangolo, come una potenza sorgiva da cui tutto dovrebbe scaturire, c’è ciò che lui chiama “l’orientamento al Tu”, ossia la capacità di ascolto e di dialogo nei confronti degli interlocutori. È qui che si vede la matrice cristiana del personalismo. L’orientamento al Tu obbliga il retore a rispettare l’interlocutore, a considerarlo soggetto, a lasciargli spazio perché possa giungere alle conclusioni. Per questo – sostiene sempre Gil – la virtù essenziale del retore è l’umiltà. Un’umiltà che implica prima di tutto il rispetto della realtà (a cui il pensiero deve volgersi “per comprendere” senza manipolarla ideologicamente), ma anche il rispetto dell’interlocutore, che è sempre dotato di sentimenti e di convinzioni. Insomma una lettura stimolante, non solo per avvocati o politici, ma per tutti coloro che a diverso titolo debbano parlare agli altri di qualsiasi tema o argomento.

Alberto Gil

L’arte di convincere

Edusc 2016 (disponibile anche in formato ebook)

 

il Papa ai giovani – nessun tabù sulla sessualità, è un dono di Dio

Una breve sintesi della Christus vivit, l’esortazione apostolica firmata da Papa Francesco dopo il Sinodo sui giovani.

Rivoluzione sessuale: la faticosa ricerca di un nuovo “modello” relazionale

Riprendiamo dalla rivista Anthropotes 2018/XXXIV/1-2 un articolo del sociologo Pierpaolo Donati. Restiamo a disposizione per l’immediata rimozione se la sua presenza sul nostro sito non fosse gradita a qualcuno degli aventi diritto.

L’armonia che nasce dai contrari

(di Giancarlo Polenghi)

Il saggio di Jacqueline Morineau, “La mediazione umanistica” (Erikson 2018) è un libro semplice, chiaro e potente. Frutto di oltre trent’anni di mediazione in ogni ambito, dal penale al civile, al familiare, il volume spiega che cosa è la mediazione umanistica e come funziona. Leggerlo dopo aver partecipato a 2 giorni di seminario con la stessa Morineau, che di questo metodo è l’ideatrice, è una condizione felice.

Il libro assomiglia alla sua autrice: una donna minuta, con lo sguardo vivo e una grande capacità di ascolto. Una personalità forte e armonica, riflessiva, tutt’altro che cerebrale, accogliente, immediata, gentile. Si vede subito che ciò che è scritto nel libro e insegna nei seminari, è ciò che vive. Il suo approccio alla mediazione punta a stimolare un nuovo sguardo sull’avvenire, ad aprire una porta sul futuro. Per fare questo offre spazio di ascolto al grido interiore che ogni conflitto porta con sé, il grido causato da ferite profonde. Questa fase della mediazione, che è la più lunga in termini di tempo, è denominata crisis e segue l’introduzione in cui i due medianti (ossia le parti in conflitto) illustrano il loro problema. Per aiutare i medianti a togliersi la maschera, ossia a dire la loro verità per intero, i mediatori (che agiscono sempre in gruppo, da 2 a 5) svolgono la funzione di specchio. Dicono quello che sentono, a livello emotivo, in modo graduale e accompagnando un percorso di approfondimento.  Per esempio a fronte di un racconto che parli di un conflitto estenuante si può dire: “Io sento: stanchezza”, e con questo piccolo aiuto esterno si può verificare se l’uno o l’altro, o entrambi, dicano di più e vadano più a fondo. I mediatori ascoltano, non giudicano, entrano in empatia con la sofferenza per permettere ad essa di uscire allo scoperto. L’ultima fase della mediazione consiste nel riconoscere un nuovo qui e ora che emerge dalla consapevolezza dei vissuti emersi. Se i medianti hanno davvero parlato e ascoltato può nascere un nuovo sguardo. Come la tragedia greca, la mediazione umanistica, si svolge in tre atti: introduzione, crisis, catarsi. Jacqueline Morineau sostiene che la mediazione umanistica è scavare dentro l’anima e che la cosa più importante in essa è il cammino che si può fare insieme. Infatti il cambiamento avviene sia tra i medianti che tra i mediatori, che imparano a conoscere meglio sé stessi. L’ambizione è saper entrare in contatto con il corpo, con l’anima e con lo spirito, in un viaggio di verità, bontà e bellezza. Una difficoltà per i mediatori è saper ascoltare in modo vero e profondo, senza giudicare e farsi condizionare dalle proprie categorie mentali e dal ragionamento. Gli studi pregressi in psicologia o sociologia o filosofia o legge possono essere un impedimento all’ascolto, e costituire una sorta di rumore assordante che impedisce di sentire. Jacqueline ha spesso fatto riferimento alla necessità di sentire con il cuore, tagliando la testa. Nella mediazione umanistica non c’è nulla da capire, ha detto, bisogna solo essere. In altre parole passare dalla rappresentazione alla relazione. Per questo essa non è una tecnica ma un cammino per un’umanizzazione reciproca.

Jacqueline Morineau. La mediazione umanistica.

Un altro sguardo sull’avvenire: dalla violenza alla pace.

Erikson Saggi Sociali, 2018

Angelo Scola si racconta

(di Giancarlo Polenghi)

Il libro “Ho scommesso sulla Libertà” (Angelo Scola con Luigi Geninazzi, Solferino 2018) si legge come un romanzo, o meglio, come un interessante racconto in cui le vicende personali e intime di un protagonista si intersecano con la Storia degli ultimi settant’anni nella Chiesa e nel nostro paese. Il cardinal Angelo Scola, noto ai più come vescovo di Grosseto, patriarca di Venezia e, fino ad un paio di anni fa, arcivescovo di Milano, è soprattutto un uomo che vive con impegno, e in prima persona, l’incontro con Cristo nell’oggi contemporaneo che gli è dato di vivere. Un sacerdote riflessivo e colto con molta voglia di incidere nella realtà: docente di antrolopologia e di morale, ha diretto la pontificia università Lateranense e l’istituto Giovanni Paolo II per la famiglia e, mentre era a Venezia, ha dato vita alla Fondazione Marcianum, un ambizioso e innovativo progetto educativo.  La forma di intervista con cui si presenta il libro, nel suo apparente movimento rapsodico, è ideale per schizzare un affresco dei nostri tempi, con i suoi problemi e le relative sfide. Attraverso l’esperienza di chi ha conosciuto e lavorato con monsignor Giussani fin dal 1965, divenendo uno dei principali dirigenti di CL e che con Balthasar, Ratzinger e De Lubac è all’origine dell’edizione italiana della rivista “Communio”, si conoscono aspetti inediti della nostra storia. Non mancano poi le riflessioni sui pontefici con cui pure ha avuto occasione di avere un personale e profondo rapporto, da Giovanni Paolo II che lo ha fatto vescovo, a Benedetto XVI, per finire con papa Francesco che definisce come “un salutare colpo allo stomaco per le Chiese d’Europa”. I ricordi e gli incontri si alternano a vicende personali, come quelle di una malattia a lungo non diagnosticata correttamente, o al percorso psicoanalitico in ambito Lacaniano. Non mancano inoltre le grandi questioni di sempre, dalla libertà, che comparendo anche nel titolo è un tema prediletto, a quello del male patito dagli innocenti, alla morte e al fine vita, al pensiero teologico e all’esigenza di passare da un impianto neoscolastico ad un approccio che, in linea con i recenti pontefici, dia più spazio ad una filosofia che parte dall’esperienza. Si affrontano anche i temi più dibattuti oggi: le questioni di morale matrimoniale sollevate dall’Amoris Laetitiae, gli scandali sessuali nella Chiesa, il rapporto con l’Islam, i grandi cambiamenti nella politica, e, soprattutto, il modo di promuovere la fede quando tutto sembra essere differente.  Sullo sfondo, e insieme in primissimo piano, c’è la Chiesa e il mondo che la stimola.

 

Angelo Scola (con Luigi Geninazzi). Ho scommesso sulla Libertà

Solferino, 2018. 300 pagine. 18 euro

L’uomo alla ricerca di Dio o Dio alla ricerca dell’uomo?

L’Accademia dei Ponti presenta un ciclo di quattro incontri sul tema

L’uomo alla ricerca di Dio o Dio alla ricerca dell’uomo?

Questioni attuali di Teologia della Rivelazione.

Il ciclo di incontri sarà tenuto da don Antonio S. Sànchez-Gil, docente presso la Pontificia Università della Santa Croce.

Gli incontri si terranno presso la sede dell’Accademia dei Ponti dalle 19.00 alle 20.45.

Calendario degli incontri:

12 Marzo 2010

I. Gli enigmi dell’esistenza e la Rivelazione cristiana

 

9 Aprile 2010

II. La ragione e la libertà nell’atto di fede

 

7 Maggio 2010

III. La Parola di Dio affidata agli uomini: il mistero della Chiesa

 

21 Maggio 2010

IV. Il mistero di Gesù di Nazaret